Incontro con l'autore Rocco Giuseppe Greco

Giorno venerdì 3 febbraio, tutte le classi dell'Istituto Comprensivo di Celico, sia della Primaria che della Secondaria, ci siamo recati nel teatro della nostra scuola per assistere alla presentazione del libro “Il campo verde notte” dello scrittore Rocco Giuseppe Greco.

Inizialmente l’autore si è presentato e ci ha dato dei consigli tratti dalle sue esperienze di vita, come, ad esempio, saper parlare, leggere molto e (ovviamente) studiare in maniera assidua. Per lui è tutto naturale visto che è un preside in pensione!

Successivamente ci ha fatto ascoltare una canzone ebraica, cantata da dei bambini che significava “Non abbiamo paura se siamo con Te, non abbiamo paura di morire attraversando il deserto”. Quindi sicuramente aveva anche la funzione di una preghiera religiosa.

A questo punto ci ha descritto due campi di concentramento: quello di Auschwitz, in Polonia e quello di Terezin, nella Repubblica Ceca: riguardo a quest’ultimo ci ha fatto vedere un video nel quale erano presentate varie poesie di bambini segregati in questo campo, la maggior parte dei quali morti nei campi di sterminio.

Lo scrittore è poi passato a parlare della trama del suo libro: un amore tra due giovani sbocciato nel campo di concentramento di Ferramonti, a Tarsia. Purtroppo un giorno i due ragazzi vennero trovati morti vicino a Ferramonti e un'amica della ragazza comincia ad indagare per cercare di far luce sul caso. La storia d’amore è solo uno dei temi del romanzo; infatti altro tema molto importante è la descrizione del campo e di come si svolgeva la vita al suo interno. Le guardie non erano affatto degli aguzzini e non vi furono vittime; anche con la popolazione locale avevano instaurato dei buoni rapporti e ci si aiutava reciprocamente. Poiché tra i prigionieri c'erano molti musicisti, alcuni dei quali diventarono famosi, alcune sere addirittura si ballava e si cantava, si organizzavano le “serate colorate”. Il Jerusalem Post lo definì “un paradiso inaspettato” perciò alcuni degli internati rimasero lì anche a guerra finita.

Arrivò il momento della discussione.

All'inizio, come al solito, eravamo tutti imbarazzati, ma dopo un po' le domande arrivarono a raffica.

Si scoprì di tutto sull'autore: aveva già scritto un altro libro e ne stava scrivendo un altro su Gioacchino da Fiore perché affascinato dal suo pensiero. Per scrivere “Il campo verde notte” ha dovuto fare molte ricerche. Il titolo del libro si può scomporre in due parti: la prima: “Il campo verde” indica qualcosa di gaio, felice, che ci dà speranza; ma la seconda parte, “notte” significa che nonostante tutto c'è un lato misterioso, celato nel buio che solo pochi conoscono.

Tramite questo incontro ho capito che sebbene la Shoah sia un argomento impegnativo e angosciante, va comunque affrontato ed è giusto parlarne e far conoscere a noi giovani quanto è successo affinché non accada mai più.

 

Giuseppe Bonanno

 

Classe III B

 

Scuola Secondaria di I grado

                                                                                                                                Celico

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