Le tradizioni che si rinnovano

Anche quest’anno, i piccoli alunni della scuola dell’Infanzia e Primaria del Plesso di Celico, aiutati dalle loro insegnanti, hanno realizzato i tradizionali addobbi destinati al Sepolcro, facendo germinare, rigorosamente al buio, semi di grano e altri cereali, fagioli, ceci e lenticchie. I contenitori delle tenere piantine, che sono stati successivamente addobbati con fantasia e creatività, noti alla gente del posto come “lavurielli”, sono stati portati dai bambini nella Chiesa di San Michele Arcangelo, mercoledì 12.04.2017. 

Il termine “lavurielli” è il diminutivo di “lavùri” nell’accezione di seminato di grano [dal lat. labore, lavoro, coltura].

Va da sé che la tradizione è chiaramente espressione della civiltà contadina e che “i lavurielli” posti ai piedi dell’altare della Reposizione (“Subburchi” dal lat. sepulcrum) sono una richiesta di benedizione per il proprio lavoro, oltre che un fatto decorativo e di omaggio all’Eucarestia.

Dopo la messa vespertina “in coena Domini” del Giovedì Santo, che costituisce il solenne inizio del Triduo Pasquale della Passione, morte e risurrezione di Gesù, la sera i fedeli si soffermano presso l’Altare della Reposizione, in adorazione dell’Eucaristia, a memoria della sua istituzione nell’Ultima Cena, tra “i lavurielli” che rappresentano la vittoria della vera vita sulla morte.

 

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